Boom delle esportazioni di food Made in Italy

Autore: Redazione SiamoSoci

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Le esportazioni del Made in Italy agroalimentare nel mondo hanno toccato livelli record nei primi sette mesi del 2018, con un incremento del 3,3 % rispetto al 2017 (Dati Coldiretti).

Quasi i due terzi dell’export food riguarda i Paesi dell’Unione Europea, e gli Stati Uniti sono il principale destinatario dei prodotti esportati al di fuori dell’UE.
A valore le esportazioni di cibo e bevande Made in Italy nel mondo muovono un volume di 41,03 miliardi nel 2017, di cui quasi il 10% è destinato agli Stati Uniti.

Gli USA sono molto ricettivi nei confronti delle eccellenze italiane, che godono di ottima reputazione e posizionamento: quest’anno il nostro vino Sassicaia si è posizionato al primo posto della classifica Wine Spectator, la più autorevole rivista del settore del vino, sbaragliando anche le più celebri etichette francesi. (Fonte: Pambianco)

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Gli americani amano molto il cibo italiano e sono già abituati a consumarlo al ristorante, perché c’è una forte presenza di prodotti “italian sounding” che disincentiva l’acquisto per il timore di non saper scegliere il prodotto giusto.

Infatti, in un mercato che vale così tanto, è molto diffuso il fenomeno dell’agropirateria, che utilizza impropriamente parole, colori, immagini e denominazioni che richiamano all’Italia senza aver nulla a che vedere con l’originalità e autenticità dei prodotti e con il nostro Paese.

EatTiamo si inserisce proprio in questa richiesta di mercato, offrendo ogni mese una subscription box che contiene 7 prodotti italiani di alta qualità, accompagnati da una ricetta che illustra tutti i passaggi per preparare un pasto completo per 4 persone.

I prodotti arrivano da piccoli produttori italiani che possono così farsi conoscere sul mercato americano ed arrivare sulle tavole di più di 3000 famiglie appassionate di cucina e di cibo italiano.

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Gli Stati Uniti sono il mercato di riferimento per Eattiamo, grazie a delle specificità dei comportamenti di acquisto e interesse: c’è un’enorme richiesta di prodotti italian food di qualità, un’elevata propensione all’acquisto online, combinato col nuovo trend delle subscription box, e infine la forte tendenza ad acquisti che consentano di realizzare esperienze legate al fenomeno social DIY (Do it yourself).

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